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L'Associazione Volo di Rondine -Nanalé

Nanalè - Volo di Rondine è una associazione maliana che si impegna a dare la possibilità di imparare a leggere e scrivere e ad essere informati, a creare formazione professionale e posti di lavoro, salvaguardando e valorizzando le tradizioni locali. L'obiettivo finale è quindi migliorare la qualità di vita della popolazione dei quartieri più disagiati di Ségou, dove non c'è elettricità, acqua potabile, nè scuole pubbliche. In casi di emergenza, come nel 2012, ci occupiamo anche di distribuzione di derrate alimentari e prime cure.
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Diario della Situazione in Mali

Questo Blog/Diario è nato per raccontare le attività dell'associazione, anche dal punto di vista personale, per presentarvi i collaboratori dell'associazione, per sorridere sulle imprese dei bambini, per dare uno spaccato della nostra vita in Mali.

Oggi però, gennaio 2013, siamo in GUERRA in MALI e questo blog diventa un aggironamento delle notizie che estrapoliamo tra molti articoli e le testimonianze dirette di parenti e amici. Lo facciamo perchè la situazione in Mali è stata per un anno sottovalutata e taciuta, nascosta all'informazione pubblica.


03.11.13: Eclissi e uccisione di giornalisti francesi a Kidal

Eclissi di sole in Mali... fa un pò paura alla gente... per strada dicono che è pericolosa per gli occhi.

Ma il vero pericolo viene da nord e le notizie di ieri da Kidal fanno davvero paura: due giornalisti di RFI (Radio France INternational) sono stati uccisi, ritrovati fuori la città di Kidal. Aqmi (Alqaheda del Sahel Islamico) rivendica l'omicidio. E' un fatto gravissimo perchè finora gli attacchi erano sempre stati rivolti ai militari, questo fatto invece coinvolge volontariamente dei civili occidentali.
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23.10.2013: attacco bomba a Tessalit

attacco terroritico anche a Tessalit nel nord, vicino alla base di militari del Ciad (in aiuto all esercito maliano), ma sono morti dei bambini.....
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09.10.13: profughi

Nostro zio Sekou era tornato a luglio con la famiglia al suo villaggio a Djabali, perchè pareva fosse tutto tranquillo... ma proprio poco tempo fa ci ha confessato dei timori: nella savana attorno al villaggio ci sono persone nascoste, strani movimenti.... stava meditando di ritornare da noi a Segou.
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Ed ecco che arrivano queste brutte notizie di attacchi terrroristici.... sono al nord, lontano, ma sono un segno chiaro che la pace non c'è.
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Altri profughi dal nord che si erano rifugiati a Segou, erano ritornati a casa, come Mariam con i suoi 2 bambini che da pochi giorni sono partiti per ritornare finalmente a casa loro, a Timboctu.... e adesso?
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Siccome purtroppo l'argomento profughi è attuale, vorrei dire, soprattutto a chi lo pensa solo come una spesa, che se non avessi modo di nutrire mio figlio perchè i paesi stranieri sfruttano le risorse del mio paese, se dei terroristi mettessero in pericolo la sua vita, cercherei di andarmene... ma se potessi rimarrei a casa mia. E questo è lo stesso pensiero dei profughi del mondo.
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Ci siamo informati per avere un visto per l'Italia dal Mali. La risposta dell'Ambasciata è stata che oggi è possibile solo in caso di morte per recupero salma. Un maliano non è un uomo libero.
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E purtroppo così si lascia via libera alla mafia degli scafisti di sfruttare la disperazione. Così non smettono gli arrivi dei barconi. Così le morti in mare.
Servono norme chiare, informazione, corridoi umanitari. Non serve girare il problema solo su un fatto economico... questo è pilotato da chi il problema non lo vuole rsolvere: distrarre noi italiani sui costi dei profughi, permette di far passare in secondo piano e continuare i redditi del business degli scafisti.
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07.10.13: attacco bomba a Gao

.........la città di Gao (nord-est del Mali) è stata oggi bombardata.... a una settimana dall autobomba a Timboctu... non si conosce il numero di vittime...
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28.09.13: autobomba a Timboctu

Terribile... una autobomba è esplosa a Timboctu, vicino alla base militare maliana, sono morti i due kamikaze e ci sono 2 vittime tra i civili...
Si sperava che il nuovo governo avesse scoraggiato i terroristi.... si sperava nella ripresa del paese... e invece non è ancora finita...
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29.08.13: inondazioni

Le piogge sono arrivate ma troppo abbondanti, hanno causato grossi problemi soprattutto nella zona sud.
Le inondazioni hanno portato distruzione.... Un ponte a Bamako è crollato uccidendo molte persone, le strade sono rovinate, le case di terra crollano e molte sono le persone ferite, alcune morte nella loro casa. Tanti senza un rifugio sono ospitati per ora nelle scuole (ancora chiuse per le vacanze estive).
Nella nostra sede è crollato un muro e per fortuna solo l'agnellino ne è rimasto vittima... siamo però molto preoccupati... la casa in banko è a rischio.

http://www.internazionale.it/immagini/mali/2013/08/30/foto-235949/


23.08.2013: finalmente la pioggia, ma anche la malaria...
Anche le piogge, che si sono fatte attendere in questa che è la loro stagione, sono adesso arrivate. Bene per le coltivazioni. Tutti le aspettavano!
Ma purtroppo è anche la stagione delle malattie trasmesse da insetti e causate dall'umidità: i bimbi con la malaria sono già parecchi. E' importante curarla subito, ai primi sintomi andare dal medico. E' una delle cose che i maestri della nostra scuola insegnano... perchè troppo spesso i piccoli sintomi (come mal di testa) vengono trascurati, facendo tardare le cure e correre rischi.

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agosto 2013: nuovo Governo con IBK!
E finalmente dopo le votazioni e il ballottaggio, c'è un presidente in Mali. Speriamo sia l'inizio di una ripresa. Da troppo tempo tutta l'economia è ferma e la gente in difficoltà. Speriamo.
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30.01.13 merc: come si modificano le notizie: Francia e MNLA

Ecco che i dubbi espressi ne post di ieri diventano preoccupazioni più grandi. Oggi i militari francesi entrano a Kidal e le notizie dicono che "stanno parlando con i referenti di MNLA (Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad, movimento di touareg che vuole la separazione del Nord dal Mali). MNLA si è detto dalla parte dei francesi contro i terroristi (a cui prima erano alleati!!!),  ma non accettano il Mali, e si vantano ora di aver liberato varie zone Kidal, Tesselit, Léré, In Khalil, Anefis, Tinzawat, Tessit e Talatayat.
Poi MNLA accusa (e lo fa con conunicati che si diffondono in internet  e anhce in Europa) l'esercito maliano di uccidere senza processo personedi etnie vicine agli arabi (i touareg sono di origine berbera araba). Certo che queste esecuzioni durante la guerra sono senza processi, ma i militari maliani che purtroppo non hanno mai modo di far sentire la propria voce, secondo testimoni locali hanno ucciso è vero arabi o touareg ma sorpresi con armi addosso. C'è una bella differenza in una guerra. Non credo, che si possa parlare di scelta etnica. Anche perchè nello stesso esercito ci sono tanti touareg, peuls e sonrhai!!!
Purtroppo leggo oggi questa notizia che mi preoccupa: La Francia chiede al governo del Mali di negoziare con i movimenti come MNLA!
Le notizie di MNLA rimbalzano di sito in sito in Europa, accusano di razzismo i militari maliani che saccheggiano la popolazione locale. Ma le testimonianze locali non dicono questo!!!! Anzi, tutti i maliani amano il loro esercito e lo appoggiano. E ricordo i maliani sono tante etnie diverse (piu di 20) che convivono in pace, non c'è razzismo.
Ora MNLA spara vergogna sull'esercito maliano, dopo che loro stessi hanno provocato l'ingresso dei terroristi a gennaio 2012, dopo aver attaccato militari praticamente disarmati. Attenzione alle notizie!
Ora l'ONU e la Francia, pare che abbiano bisogno di dare una buona immagine a MNLA e per far questo sfigurare l'eserciito maliano. E' un progetto?
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29.01.13 martedi: Movimento Touareg libera Kidal

I touareg del MNLA (Movimento Nazionale per la Liberazione dell'Azawad), che avevano già dichiarato di appoggiare l'esercito francese contro i terroristi, stamattina hanno rivendicato la presa della città di Kidal. Confermano il loro impegno contro le organizzazioni terroristiche, al fianco della Francia, ma dichiarano che non accetteranno il rtorno dell'esercito maliano.

Movimento Touareg da che parte sta?

Ricordiamo che il MNLA aveva iniziato già da gennaio 2012 attacchi armati contro l'esercito (facendo numerosi morti tra i soldati maliani), dichiarandosi laici e con l'obiettivo della separazione e indipendenza del Nord del Paese. (Alcune testimonianze sono presenti nel precedente blog www.voloinmali.blogspot.com siccome eravamo in Mali nei mesi in cui sono avvenuti).
MNLA si era però poi alleato con movimenti islamisti entrati grazie anche al loro appoggio nel Nord del Paese
. Nei mesi successivi (da aprile 2012) il MNLA, pare anche in seguito alla perdita di finanziamenti, ha subito attacchi dagli stessi jihadisti che li hanno poi esclusi dal piano di conquista del Nord.
Poco dopo l'inizio dell'intervento francese il MNLA si è dichirato pronto ad appoggiare la Francia e lo ha dimostrato oggi con la collaborazione per la liberazione della città di Kidal, ma mantiene l'obiettivo di una separazione della regione nord dal Mali e rifiuta di riconoscere il potere dello stato maliano e del suo esercito.

Aiuto. I problemi non sono finiti con loro. Perchè accettano la Francia e non il Mali? E la Francia accetterà questa preferenza, oppure l'ha assecondata e voluta da tempo?
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28.01.13 lunedi: Timboctu liberata ma manoscritti antichi bruciati

Da stasera le forze armate locali mantengono le posizioni a Timboctu. Sono state diffuse foto che mostrano la popolazione festeggiare l'arrivo dei soldati, dopo quasi un anno in cui la gente era obbligata a sottomettersi alla legge della sharia. Molta gente di Timboctu era da tempo già scappata altrove, ma anche chi è ora a Bamako, a Segou o in Burkina festeggia questa notizia come una liberazione.

Purtroppo, tra gli eventi negativi di questa guerra, anche uno di tipo culturale, perchè gli islamisti hanno bruciato una antica biblioteca a Timboctu (la biblioteca Ousmane Halle Cissé) dove erano conservati antichissimi e preziosi manoscritti medievali in arabo (libri di geografia, scienze, risalenti anche al 1200, risalenti all'epoca in cui Timboctu era un crocevia carovaniero e culturale, testi che si erano ben conservati grazie al clima secco del deserto). Certo, in confronto alle sofferenze della gente per questa guerra, diventa una perdita minore, ma comunque una profanazione molto grave. I Touareg di MNLA accusano i maliani di averlo fatto (???).
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Foto che avevamo scattato nella biblioteca di Timbuctu a dei particolari di manoscritti
manoscritti biblioteca Timboctu
Un'altra pagina di un anico manoscritto di studio dell'astronomia, si riconoscono per esempio le costellazioni dell'Orsa maggiore, Orsa minore e Cassipea.
manoscritto biblioteca Timboctu
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27.01.13 domenica: assedio a Timboctu

Truppe francesi e maliane hanno raggiunto oggi Timboctu, superando Niafunké (cittadina a nord del fiume Niger) da ieri sera. I militari non hanno incontrato resistenza da parte degli islamisti. Per ora si sono fermate all'esterno per preparare la strategia di ingresso nel centro della città storica. Una foto che abbiamo scattato a Timboctu
Timboctu
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26.01.13 sabato: ripresa Gao

Truppe francesi e maliane riconquistano Gao, una città che era divenuta una delle basi delle organizzazioni estremiste e terroristiche. Si aspetta ora che le truppe di Tchad e Nigeria arrivino in sostituazione di quelle francesi per presidiare Gao.
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25.01.13 venerdi: ripresa Hombori, arrivano truppe dal Burkina, si va verso Timboctu

Nella notte tra giovedi e venerdi i militari francesi e maliani hanno ripreso il controllo della cittadina di Hombori. Hombori si trova poco più di 200 km a ovest di Gao. Pare non ci siano più islamisti sul posto.
E' a Hombori che due geologi francesi, in viaggio di lavoro secondo i parenti, sonos tati rapiti nel novembre 2011. Un rapimento rivendicato da Aqmi (al momento sono 7 gli ostaggi francesi ritenuti nel Sahel).
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I soldati maliani e francesi che hanno ripreso Diabaly lunedi, si stanno dirigendo verso Léré, più a nord, con l'obiettivo di prendere il controllo di Timboctu.
Timbotcu, città faro della cultura musulmana in Africa, già bombardata all'inizio della guerra e occupata da molti mesi dagli silamisti, ha visto al fuga dei suoi abitanti, è divenuta una città fantasma. Si trova ora in una situazione difficile, secondo i pochi abitanti rimasti che indicano di essere senza acqua e eletticità da 3 giorni.
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Strategia dell'esercito in atto
sul fronte occidentale, le truppe burkinabè hanno rimpiazzato le forze francesi a Markala (dove c'è al diga e ponte sul Niger tra Diabaly e Segou). L'esercito ha ora l'obiettivo di avanzare verso Timboctu. Anche se pare che gli islamisti presenti siano già partiti. Questo loro comportamento fa sembrare che essi rifiutino il faccia a faccia e lasciano le città. I bombardamenti aerei continuano. Ma il piu difficile non è di prendere il controllo delle località occupate dagli islamisti, ma di prenderlo e conservalo.

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25.01.13 venerdi: verso Gao, aspettando nigeriani e ciadiani, ma ponte sabotato

Soldati francesi e maliani hanno effettuaro nella notte tra giovedi e venerdi dei pattugliamenti congiunti a sud di Gao. Partiti da Douentza (400 km a ovest di Gao) sono avanzati di 200 km verso Gao (una delle 3 grandi città del Nord Mali, con Timboctu e Kidal). Già all'inizio della guerra, l'11 gennaio, Gao e i suoi dintroni sono stati bombardati dall'aviazione francese. Sembra che gli eserciti francese e maliano stiano preparando il terreno a un intervento terrestre su Gao dei soldati nigeriani e ciadiani, ora con base in Niger.
Il posto di frontiera di Labézanga tra Niger e Mali si trova a circa 150 km a sud di Gao. 
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Notizia delle ore 12.00 Dei combattenti islamisti hanno dinamitato nella notte tra giovedi e venerdi un ponte strategico, il ponte di Tassiga sul fiume Niger, vicino alla frontiera del Niger (60 km), sulla strada per Gao. Questo sabotaggio interrompe una delle 2 strade che potrebbero portare i 2000 soldati ciadiani e i 500 nigeriani della forza africana in corso di dispiegamento in Niger. Ora c'è paura che gli islamisti distruggano il ponte di Wabaria di Gao.
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24.01.13 giovedi: bombardamenti tra Gao e frontiera Niger

Nella notte tra mercoledi e giovedi l'aviazione francese ha bombardato delle posizioni islamiste a Ansongo, a 40 km da Tassiga, cioè sula strada che collega Gao con la frontiera del Niger.
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23.01.13 merc: Algeria, Mali e... Qatar?

Cito una parte di un articolo molto chiaro di Anna Bono:
[...l’algerino Mokhtar Belmokhtar, il Guercio, così soprannominato dopo aver perso l’occhio sinistro maneggiando degli esplosivi mentre si trovava in Afghanistan dove si era recato alla fine degli anni 80 per combattere al fianco dei mujahadeen durante la guerra civile afghana (1989-1992). Su di lui pendono tre condanne a morte in contumacia emesse dai tribunali algerini, l’ultima nel 2012.
I fatti dei giorni scorsi non fanno che confermare quello che ormai è noto da tempo, vale a dire l’esistenza di reti transnazionali di cellule terroristiche che attraversa il continente africano da un oceano all’altro: gli al Shabaab, nati in Somalia, hanno collegamenti e uomini in Mali, Niger e fino in Mauritania; lo stesso dicasi di Boko Haram, il movimento che sta massacrando i cristiani in Nigeria, di AQMI, nato in Algeria... I movimenti armati approfittano dell’assenza di controllo da parte dei governi su vaste estensioni di territorio in cui possono insediarsi e muoversi liberamente così come le bande criminali che  vivono di sequestri, traffico di armi e di droga con le quali i terroristi intrecciano rapporti proficui.
L’ingerenza di Stati arabi – il Qatar, ad esempio, accusato di fornire sostegno militare e finanziario ai movimenti islamici maliani – amplia ulteriormente lo scenario rivelando la portata internazionale del conflitto che si combatte in Mali...]
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QATAR??? Letto questo allora cito una parte di un'interessante articolo di Debora Billi:
[...in occasione della guerra in Libia il Qatar appoggiò in modo consistente i cosiddetti "ribelli" (quella manica di qaidisti, islamisti e altri efferati tagliagole a noleggio che si spostano nel Mediterraneo ovunque occorra). Oggi la nuova Libya TV è infatti gestita da Qatar.
Pessimi i rapporti anche con l'Algeria, che non ama come il Qatar stia praticamente semi-governando la vicina Libia. Peggio che peggio, ora l'ombra del Qatar si allunga anche in Mali, dove Doha sta da tempo costruendo scuole coraniche e ospedali per consolidare la propria presenza. Dall'anno scorso si riferisce poi di manovre di Doha nel nord del Paese, atterraggio di aerei da trasporto rifornimenti, grosse partite di armi, ufficiali per addestramento truppe... e il Qatar sta giocando da solo, anche qui, apparentemente senza l'appoggio di nessuno
Quali sono le motivazioni del Qatar? Alcuni sostengono che l'ambizioso scopo sia quello di destabilizzare l'Algeria e controllare tutta la zona nord Mali-sud Algeria ricche di petrolio e gas. Possibile? Beh, non ci sono dati certi sulle riserve del Mali, ma i bacini promettenti sono tutti al nord...]
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Per finire cito una parte di un altro articolo, stavolta di Alma Safira (ANSAmed):
[...Michael Stephens, ricercatore alla Royal United Services Institute for Defence and Security in Qatar, secondo quanto riportato dal "Doha News" dichiara: il Qatar vede negli islamisti in Mali un movimento da sostenere. Il livello di coinvolgimento del Qatar nelle attività dei ribelli in Mali verrà presto alla luce, insieme alla verità sui rifornimenti di armi.
Il Qatar nega. la versione ufficiale è che il Qatar sta finanziando per scopi umanitari, attraverso organizzazioni di beneficienza, le zone controllate dai ribelli.
Secondo il rapporto della Global Financing Integrity, il Qatar è fra i primi 20 paesi al mondo con il più alto tasso di flussi finanziari in attività illegali, son una media di 5,6 miliardi di dollari diretti in attività criminali ogni anno...]
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21/22.01.13: Douentza e Timboctu

E' stato ripreso il controllo della città di Douentza, crocevia tra Mopti e le strade dirette al Nord, zona in cui incominciano le montagne dei Pays Dogon.
Oltre all'azione a Diabaly, una seconda colonna di blindati francesi si è diretta a Sevaré (nei pressi di Mopti, dove c'è l'aereoporto).
Fonti varie parlano di un ripiegamento dei banditi verso Kidal. Kidal è vicino alla frontiera algerina ed è stata la prima città del Nord conquistata dai ribelli.

L'aviazione militare francese ha bombardato per la seconda volta la città di Timboctu, nella notte di lunedi, prendendo come obiettivo le istallazioni costruite dalla vecchia guida libica Gheddafi e che si suppone fossero usate come deposito forse di carburante degli islamisti.
I bombardamenti (alle 20.30 della notte di lunedi) hanno provocato un immenso incendio nell'edificio, che indica che senza dubbio ci fossero prodotti infiammabili.
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21.01.13 lunedi: l'esercito entra a Diabaly

L'esercito maliano e francese posizionato da giorni a Niono e Markala stamattina comincia l'avanzata per Diabaly. Prima dell'avanzata dei carri armati sono stati fatte perlustrazioni con elicotteri e altri bombardamenti. Quando arrivano nel paese i soldati (30 blindati, con 200 miliatri francesi e maliani) non incontrano resistenza, la gente esce dalle case e li saluta, pare non ci siano più terroristi. Inizialmente si prosegue calmi per paura di mine nel terreno.
Diabaly (che in Mali pronunciano Giabalì) è una cittadina in una zona agricola in cui l'unica risorsa è la coltura del riso, irrigata dall'acqua dei canali che arrivano dal fiume Niger e un suo affluente. E laggiù era arrivato l'inferno. Un ragazzo di 30 anni racconta: "hanno ucciso molti soldati dell'esercito maliano, sparavano dappertutto, noi eravamo nascosti nelle case. Ci sono stati dei feriti per le pallottole vaganti. Quando siamo stati liberati, sono stati evacuati verso gli ospedali di Niono e Ségou. Dopo il massacro, i banditi del Nord hanno gettato i corpi nei canali d'irrigazione. Hanno mutilato i cadaveri per fare paura. Hanno sgozzato i soldati!". Un altro testimone dice che i banditi del Nord hanno annunciato ai cittadini di Diabaly che la "legge di Dio" era ormai applicata e chi si fosse rifiutato di sottomettervisi sarebbe stato punito. Qualche uomo è stato brutalmente picchiato.
Finora nessuno sa dove sono passati i jihadisti che sono sopravvissuti all'attacco degli elicotteri francesi. Gli abitanti dicono "molti si sono salvati. Noi non sappiamo dove si nascondono quelli che sono partiti a piedi con le loro armi. Non osavamo allontanarci dalle case e dal villaggio". Una ragazza di nome Fatou dice: "La maggior parte di noi è musulmano, qui, ma i banditi venuti dal nord non sono che dei folli e dei criminali. Non c'entrano nulla con Dio".

Un giornalista italiano a Niono (D. Quirico di La Stampa) scrive un articolo, su cui in parte non sono d'accordo, ma che ha una descrizione veramente ben scritta della differenza tra esercito maliano e francese:
[...Che guerre diverse quelle di questi strani alleati, i maliani e i francesi. I blindati francesi sono alti come cattedrali, trasformano con le ruote in grumi di sangue caprette incaute che traversano la strada. I mezzi dei maliani: quelli hanno strane mimetizzazioni azzurre da sembrare quadri astratti, e ruote bianche come le Cadillac anni 50. Trabordano di pentole, di sedie, di masserizie come se andassero non a una guerra ma a una migrazione. E i volti: i francesi sono vitaminici, allegri, sorridenti; la guerra, questa guerra, si vede bene, non li spaventa, ma li eccita, li tenta. I maliani hanno volti tristi, inconfondibili e indimenticabili. Impacciati nelle divise nuove perchè sono nuove e nelle vecchie perchè sono sporche. E' come se ognuno fosse sprofondato nella sua privata amarezza. Ah, che la vittoria vada a quelli che la guerra la fanno senza amarla.]
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 21.01.13 lunedi: video testimonianze

Video interviste a Maliani fuggiti dal nord (Nota: gli abitanti del Mali sono maliani e non malesi)
testimonianze dal Mali
Altre video interviste che confermano ciò che ci hanno raccontato anche da Diabaly: (Nota: gli abitanti del Mali sono maliani e non malieni)
testimonianze in Mali
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 20.01.13 domenica: insanguinati e sporchi, ma salvi a Ségou!

Finalmente Sekou, Na Fitini, i bimbi e la ragazza della savana, stamattina sono arrivati a Ségou. Nostra mamma, papà e la moglie di Sekou appena li hanno visti insanguinati e sporchi, hanno cominciato a piangere, ma poi la gioia di ritrovarsi è stata più forte e hanno iniziato a danzare! Li hanno e abbiamo creduti morti e invece sono qui. Nonostante la guerra continui questa è già una piccola festa per noi.
Parliamo tanto al telefono con loro, raccontano meglio le vicende. I terroristi erano nascosti nel boschetto di mango davanti casa loro e c'è stato un bombardamento molto vicino, mentre loro erano chiusi in casa. I terroristi sparavano verso l'alto, verso gli aerei. Poi mentre Sekou aspettava il momento per fuggire e non rimanere in quella zona pericolosa una pallottola l'ha ferito, per fortuna prima è passata attraverso una porta di lamiera perdendo forza, l'ha ferito al petto, alla pancia e poi si è infilata nel polpaccio. Lui dice che non ha interessato l'osso, speriamo. Da allora (martedi 15) un uomo anziano gli ha estratto la pallottola, ma poi non si sono più potuti nè lavare nè medicare ed ha perso tantissimo sangue, per cui è arrivato a Segou con il corpo e il vestito completamente insanguinato, sangue anche su Na Fitini e i bambini che l'hanno aiutato. Ecco perchè la visione all'inizio ha impressionato molto i familiari.
Sekou saluta e ringrazia tutti per le preghiere, anche voi italiani, francesi e olandesi, che gli ho detto state seguendo le vicende del Mali qui sul blog o su facebook. Dice che solo il fatto di aver potuto ora fermarsi, sentirsi al sicuro è già un grande sollievo, unito al mangiare e al riposare. Dice che mentre scappavano non sentiva neppure il dolore. Domani però gli abbiamo ordinato di andar all'ospedale per le medicazioni, bisogna evitare una infezione.
Sarà necessario ora cercare di stringersi un pò in casa a Ségou: tra figli, ospiti e sfollati ci sono ora 7 adulti e 10 tra bambini e ragazzini, oltre al deposito delle scorte alimentari per l'associazione, il tutto in 5 piccole stanze.
Abitazioni in affitto non se ne trovano a causa del numero elevato di sfollati  arrivati da mesi a Ségou. Ci impegneremo a cercare prossimamente di costruire una capanna come magazzino dei materiali dell'associazione.


ill title 20.01.13 domenica: informazioni sulla guerra in Mali

per la pace in mali
Sento politici italiani dire "L'Italia non deve intervenire, io non sono in guerra con il Mali" (B.Grillo) e allora penso che la disinformazione è parecchia.
Certo che non siamo in guerra con il Mali! Si chiede di Liberare il  Mali che è invaso da stranieri terroristi.
Inoltre il problema non è lontano dall'Europa e dagli Stati Uniti perchè è un problema figlio della guerra in Lybia.
E' un problema di casa nostra, anche se è sul territorio di questo paese poco conosciuto dell'Africa Occidentale.

La guerra in Mali non è una guerra ai maliani.
La guerra in Mali non è una guerra francese.
La guerra in Mali è una guerra per le risorse (per chi interviene)
La guerra in Mali è una guerra per ricchi business (per jihadisti)
Per il popolo
Maliano la guerra in Mali è una guerra ai terroristi, che interessa tutto il mondo, perchè è per i DIRITTI UMANI.

I paesi che sono intervenuti in Mali (Francia), e che interverranno, operno per loro forti interessi economici
, sicuramente, ma nello stesso tempo liberano un popolo pacifico dal terrorismo.

Terrorismo in Mali vuol dire che da marzo 2012 nel nord del Mali la polizia islamica sta imponendo la sharia, togliendo la libertà di religione, di parola, di informazione. Lo fa con metodi brutali: violentando le donne, picchiando pubblicamente i bambini, arruolando ragazzini, lapidando e uccidendo le donne e le coppie non sposate ufficialmente (in Mali è comune sposarsi solo con rituale animista senza quindi riconoscimento ufficiale, la maggior parte delle persone sposate che ho conosciuto è in questa situazione considerata normale ed ora invece può essere "mortale"), tagliando le mani a presunti ladri e lasciandoli morire di infezione. Questi atti osceni vengono filmati dagli stessi jihadisti e pubblicati online: questo per creare terrore, per esecuzioni esemplari, per schiavizzare con la paura. 

Bisogna dire NO ALLA VIOLENZA, NO ALLA GUERRA, ma i provvedimenti da prendere per evitare la guerra erano necessari molto tempo fa,
 almeno un anno fa. Ora la situazione è del tutto degenerata. A volte mi viene da pensare che si sia lasciata degenerare proprio per scatenare una guerra. La nostra associazione da gennaio denuncia ciò che succede e la gravità della crisi, abbiamo attuato un progetto di emergenza alimentare e sanitaria e ne abbiamo parlato.
Eppure la gravità della situazione (un territorio grande come circa 2 volte e mezzo l'Italia occupato da terroristi che impongono la legge della sharia alla popolazione e centinaia di migliaia di profughi da marzo 2012) è stata ignorata dai media finora! Perchè?

Associazione Nanalé-Volo di Rondine, Ségou, MALI
Blog: Diario situazione in Mali - www.volodirondine.com/mali/blog.html
Progetto emergenza alimentare: www.volodirondine.com/mali/emergenza_mali.html


ill title 19.01.13 sabato: video mappa e riassunto degli eventi prima della guerra

in lingua francese
(video rimosso)
Carte animée : la situation au Mali décryptée... di lemondefr

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ill title 19.01.13 sabato: fuga da Niono a Ségou

Aspettiamo l'arrivo di Sekou e Na Fitini a Ségou, ma anche da Niono non è così facile, arrivati al ponte di Markala (dove c'è la grande diga) ci sono i militari francesi e maliani che bloccano il passaggio per sicurezza, lasciano passare solo periodicamente.
Dopo una lunga attesa dovrebbero essere riusciti finalmente ad attraversare il ponte e arrivare a Markala. Ora sono diretti verso Ségou, dovrebbero arrivare stasera stessa, stiamo aspettando la telefonata. Na Fitini al telefono ha chiesto alla mamma Rokia di preparare un mucchio di cose da mangiare: hanno famissima!

Aggiornamento guerra in Mali di oggi: Sono arrivate a Bamako le truppe di Togo e Nigeria. (I Paesi CEDEAO che interverranno saranno anche Niger, Benin, Senegal, Guinea, Ghana, Burkina Faso, e non CEDEAO il Tchad).
La popolazione di Gao ha ucciso un capo islamista, dopo che i terroristi hanno picchiato a morte un giornalista maliano.

ore 23.00 chiamano Sekou e Na Fitini: purtroppo sono ancora a Markala, i militari bloccano il ponte per motivi di sicurezza. Potranno partire domattina. Speriamo! Solo che hanno molto freddo, di notte vicino al fiume in questo periodo la temperatura scende molto anche a 12 gradi e loro non hanno altro che i vestiti leggeri che indossano e stasera non hanno nessun riparo. Una donna gentile ha donato loro della legna e hanno acceso un piccolo fuoco. Penso soprattutto ai piccoli George e Clé, già provati dalla fuga, che resistano e non si ammalino. Penso soprattutto che queste difficoltà e dolori toccano tanta gente del Mali, un popolo accogliente e gentile.

La diga sul Niger a Markala

diga di Markala
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ill title 18.01.13 venerdi: la fuga da Diabaly

Venerdi mattina non avendo possibilità di comunicare con Na Fitini e non potendo camminare, Sekou decide di chiedere un passaggio a un carretto tirato dall'asino e tornare a Kurma. Lascia i suoi bimbi ad aspettarlo al villaggio sul fiume Sahel.
Trova la ragazzina della savana, ma Na Fitini non c'è. Spaventata per non aver visto tornare Sekou ha pensato fosse stato riportato a Diabaly, per cui anche lei ci ritorna a piedi. Non incontrandolo torna per fortuna ancora a Kurma. E così finalmente si ritrovano!
Sempre con il carretto e l'asino compiono i circa 15 km per arrivare al villaggio sul fiume Sahel e recuperano George e Clé.

Al villaggio riescono a mangiare qualcosa e trovano un passaggio su una piroga per attraversare il fiume Sahel. Dall'altra parte del fiume c'è la strada per Niono, Markala e Segou. La strada per salvarsi.

Chiedono un passaggio ad un mototaxi (ce ne sono molti in Mali, è una moto a cui dietro è attaccato un carretto) che chiede una cifra alta, ma che per fortuna riescono a pagare. Dopo diversi km, proprio in mezzo al nulla della savana il moto taxi si rompe e si ferma. Non c'è campo per il telefono. Sekou ci racconta di una scena quasi ridicola in cui lui chiedeva al conducente: "e adesso cosa facciamo?" e il conducente rispondeva "e adesso cosa facciamo?" e continuavano così senza soluzione.
Passano molte ore, per fortuna li attorno, lungo la strada trovano del riso preparato e sistemato in un contenitore: molta gente sta spargendo in giro del cibo apposta per aiutare chi fugge, così grazie a quel dono almeno possono nutrirsi un pò. Dopo molte ore trovano fortunatamente un passaggio e arrivano a Niono (60 km da Diabaly).
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ill title 17.01.13 giovedi: 

situazione di oggi in Mali e Algeria

E' cofermata la notizia della liberazione della città di Konna da parte dell'esercito. In molti articoli viene annunciata anche la liberazione di Diabali, ma è smentito dalle fonti ufficiali.

La Polonia invierà dei istruttori militari in Mali, la Russia invierà militari e una aereo da trasporto.
Invece al Cairo un centinaio di egiziani hanno manifestato davanti all'Ambasciata Francese contro l'intervento della Francia in Mali, dicendo che è un intervento contro l'Islam. Non sono d'accordo, tutti i  musulmani che conosco, devoti all'Islam, non condividono gli atteggiamenti terroristici degli integralisti.

Viene dichiarato che la frontiera con l'Algeria, anche se è stata chiusa è molto porosa e difficile da sorvegliare. L'Algeria, senza accordi precedenti con i paesi degli ostaggi, interviene militarmente con un blitz sui veicoli dei terroristi che trasportano gli ostaggi.
In questo bliz muoiono anche numerosi ostaggi. Circa 30 sono ancora in mano ai terroristi.
Tutti gli ostaggi algerini sono salvi e liberi, dichiarano che i terroristi stessi hanno detto loro che l'obiettivo erano gli stranieri. Un ostaggio irlandese liberato dichiara che agli ostaggi starnieri erano stati messi esplosivi al collo, per questo molti sono morti nel blitz.


I rapitori propongono agli USA scambio degli ostaggi americani  in cambio della liberazione di prigionieri islamisti detenuti in USA, in particolare hanno chiesto la liberazione di un egiziano (imprigionato in USA per complotto a New York) e di una pakistana  (improgionata in USA per aver sparato e ucciso soldati americani in Afghanistan). Fa riflettere che i terroristi islamici nel Sahel e Nord Mali chiedano liberazione di egiziano e pakistana, significa che davvero la loro organizzazione viene da lontano, non è di questa area.
I rapitori chiedono alla Francia, in cambio degli ostaggi francesi di interrompere le azioni militari in Mali.

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ill title 17.01.13 giovedi: speranze

Nell'ultimo giorno e mezzo senza notizie da Diabaly siamo noi a leggere tutti gli articoli posssibili in varie lingue, a seguire tutti i tg e riferire alla nostra famiglia a Segou. Cerchiamo di rassicurarli, la fanteria francese e maliana è arrivata a Diabaly. La gente si salverà.
Ma il fatto che tutti i testimoni dicano che i terroristi si nascondono nelle abitazioni insieme ai civili ci preoccupa.

Ore 14.00: Sekou ha telefonato! Così ci ha detto lo zio Bekanou a Kati, dice di aver ricevuto la sua telefonata, molto disturbata, dove gli pare di aver capito che sono fuggiti. Dice che i terroristi occupano tutta la cittadina di Diabaly, allora Sekou, nonostante la ferita di pallottola alla gamba, abbia deciso di tentare la fuga. Ha caricato sul suo motorino i bambini e  Na Fitini per scappare nel primo villaggio vicino, Kurma. Ma i loro telefoni sono ancora spenti. Aspettiamo la conferma che, grazie a Dio, siano vivi.

ore 20.00: Parliamo finalmente con Sekou, che gioia! Ma non è ancora finita. La cosa è stata più complicata. In questo periodo della raccolta del riso vengono diverse ragazzine dai villaggi della savana a lavorare presso le famiglie della cittadina, nel momento in cui c'è più lavoro. Sono ospiti delle famiglie e svolgono i lavori domestici. Così anche presso Sekou c'era una ragazzina ospite che non ha nessun'altro parente a Dibaly nè conoscente. Per cui Sekou non poteva lasciarla sola anche se la fuga è divenuta più complessa. Lui insieme a una donna e due bambini potevano starci sul motorino, in Mali lo fanno normalmente, ma in 3 adulti e 2 bambini era impossibile.
E'scappato con il motorino all'inizio con i suoi due bimbi, George e Clement (la sua terza e ultima figlia Batouma di un anno è con la madre a Segou), portandoli a Kurma , è tornato verso Diabaly e lì è stato bloccato da un terrorista. Lui ha detto che andava a portare cibo alla sua famiglia e lo hanno lasciato passare, siccome non pareva stesse scappando, ma al contrario entrava a Diabaly.
Ha caricato poi le due ragazze, Na Fitini e la ragazzina della savana, e sono riusciti anche loro a raggiungere Kurma.

Secondo trasferimento in motorino:
Kurma è molto vicino a Diabaly
(circa 4 km) quindi era necessario spostarsi ancora verso Niono. Ha caricato nuovamente i due bimbi in motorino ed hanno fatto diversi km, credo circa 15, fino ad un altro villaggio, nei pressi della riva del fiume Sahel. A questo punto doveva fare rifornimento di benzina e ritornare a prendere le ragazze. Ma è stato impossibile trovare carburante, nemmeno pagandolo carissimo, era tutto esaurito! I telefoni a Kurma non hanno rete, per cui non poteva avvisare Na Fitini. Ha visto un uomo in bici andare là e ha detto a lui di cercare questa donna e avvisarla di partire domani mattina a piedi.
Speriamo quell'uomo in bici trovi Na fitini, speriamo lei e la ragazza riescano a camminare per tutti quei km dopo giorni senza mangiare, speriamo non incontrino pericoli.
La mamma Rokia dice che Sekou è stato buono ad occuparsi della ragazzina, nonstante la gravità della situazione, per cui Dio ne terrà conto e andrà tutto bene.
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ill title 16.01.13 mercoledi: non è una guerra civile, i terroristi sono stranieri invasori

Stamattina una RADIO di Napoli mi ha intervistato a proposito della situazione in Mali. La prima domanda è stata a proposito della "guerra civile"....! Allora è importante specificare che non si tratta di una guerra interna: i gruppi jihadisti che hanno invaso e occupato il Nord del Mali sono stranieri, di origine araba, provenienti da mauritania, Algeria e in particolare dalla Libia, dove alla caduta di Gheddafi, si sono impossessati dei consistenti arsenali.

L'esercito maliano e francese controlla la cittadina di Niono e il pomte sul Niger di Markala (tra Diabaly e Segou).
Pare a Diabaly siano iniziati gli scontri corpo a corpo tra militari e trerroristi.
Un testimone dice che alcuni terroristi sono nelle abitazioni e tengono famiglie in ostaggio. Diabaly è circondata dall'esercito e non dovrebbero arrivare altri jihadisti. Noi speriamo che non venga fatto del male ai civili, non possiamo piu sentire le voci di Na fitini e Sekou e questo ci pesa.

In Algeria, in una base petrolifera, gli stessi islamisti che hanno invaso il Mali dichiarano di aver rapito decine di occidentali (americani, francesi, giapponesi, inglesi).

Ci sono bombardamenti anche a Niafunké, ancora occupata dagli jihadisti. Non si conosce bene la situazione odierna di Gao, Timboctu, Kidal e Douentza.
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ill title 16.01.13 mercoledi: 

comunicazioni interrotte

Notizie di stamattina: Leggo che anche a GAO gli jihadisti hanno interrotto le comunicazioni telefoniche sia fisse che cellulari. Non trovo conferma di quetsa stessa azione a Diabaly, ma allora capisco che l'interruzione che ho segnalato ieri è probabilmente fatta dai terroristi, per impedire che i civili diano informazioni ai militari. Senza comunicazioni la gente sarà ancora più preoccupata. I terroristi che si muovono a nord e a ovest sono ben organizzati.

Ci hanno raccontato che a Diabaly gli jihadisti sono nascosti in mezzo alla cittadina, hanno nascosto i mezzi nei cortili delle case, per rendere difficile ai militari trovarli e attaccarli. A loro non interessa mettere a rischio i civili, anzi nelle loro truppe hanno arruolato da molti mesi anche persone delle prigioni del nord e, quel che è peggio, ragazzini anche minorenni rubati alle famiglie.

Testimoni di Niono dicono che i militari maliani hanno circondato la città di Diabaly per evitare altri rinforzi di jihadisti. I bombardameni sono stati in un quartiere periferico di Diabaly. I soldati maliani e francesi arrivati ieri sera a Niono stanno andando a Diabaly, da terra.


ill title 15.01.13 martedi: 

bombardamenti a Diabaly

Siamo riusciti a parlare al telefono verso le 12.00 con zio Sekou e mia sorella Na Fitini. Le notizie purtroppo sono brutte.

L’aviazione francese nella notte (tra lunedi e martedi) ha bombardato Diabali, è stata distrutta la chiesa e altre parti del villaggio.

La popolazione si è organizzata per raggrupparsi in un’unica struttura, presso la sede di un ente pubblico. Non so se questa sistemazione è stata scelta in accordo anche con i militari.
Siccome i terroristi sono sparsi all’interno della cittadina, i bombardamenti sono molto rischiosi per i civili, d’altronde non c’è nemmeno modo di allontanarsi. A Gao e Kidal è stato diverso perchè i terroristi avevano basi e depositi localizzati, da mesi. Qui gli islamisti sono appena arrivati e nascosti nel villaggio. Non ci si aspettava arrivassero qui, (attraverso la Mauritania): ora hanno lasciato le città del nord e cambiato strategie.
 
Sekou e Nafitini, con i 2 bimbi piccoli di Sekou, escono dalla casa per andare a rifugiarsi nella struttura comune, purtroppo però dei terroristi cominciano delle sparatorie e una pallottola vagante ferisce di striscio lo zio al  petto, e una seconda pallottola lo colpisce in piena gamba. Riescono a raggiungere la struttura comune e un medico in un ambulatorio estrae la pallottola dalla gamba dello zio e fa la prima medicazione. Il  fatto di non mangiare da ieri era sopportabile, ma ora perde anche sangue.
La mia dolce sorella Na Fitini al telefono non riesce quasi a parlare, tanto le trema la voce dalla paura. Anche noi, dall’Italia, sentiamo dentro questa paura. La moglie di Sekou, Marie, è a Segou a casa nostra, ma nessuno ha avuto coraggio di dirle del ferimento del marito.
Purtroppo nel pmeriggio viene messa fuori servizio l’antenna per le comunicazioni telefoniche, nessuna rete è agibile ora, non possiamo nemmeno più avere loro notizie.
 
Confidiamo sul fatto che oggi (martedi) sono arrivati a Bamako 40 camion di soldati francesi (dalla Costa D’Avorio) e sono subito partiti insieme a militari maliani per Diabali. Un testimone di Niono (qualche decina di km prima di Diabali) dice di averli già visti nella sua città alle ore 19.00.
Speriamo che l’intervento militare da terra eviti i bombardamenti su Diabali, per salvare i civili e speriamo che l’esercito possa liberarli dai terroristi, i quali non hanno nè paura nè scrupoli.
associazione nanalé-volo di rondine
situazione guerra in Mali associazione
Una foto scattata all'inizio del 2012, nella tranquillità di Diabaly:
 zio Sekou offre della birra di sorgo.



ill titlemartedi 15 gennaio: mattina in attesa
Ieri sera abbiamo parlato ancora con mia sorella e i parenti a Diabali (cittadina a ovest, occupata a sorpresa dai terroristi ieri) e non erano ancora potuti uscire (e mangiare) perchè alla sera hanno sentito altre sparatorie.
Stamattina i loro telefoni sono spenti, forse scarichi (non c'è elettricità in casa), non riusciamo a metterci in contatto.
Leggo che gli aerei francesi hanno bombardato Diabali, per eliminare gli jihadisti. Spero non sul villaggio e che non ci siano vittime civili. Aspettiamo notizie.
associazione nanalé-volo di rondine

Ho creato una mappa dei luoghi citati:

Visualizza Diabali-Léré-Konna-Segou in una mappa di dimensioni maggiori


ill titlelunedi 14gennaio: Diabaly occupata

NO! Diabali è caduta nelle mani degli jihadisti.............
Mia sorella e mio zio ci dicono che dal primo pomeriggio i colpi delle armi sono cessati, i terroristi sono numerosi, dopo aver attaccato il piccolo, e insufficentemente dotato, gruppo di esercito maliano, si sono mescolati in mezzo alla cittadina. Così sono difficili da trovare e hanno saccheggiato alcuni negozi per rubare viveri. La popolazione di Diabali è ancora chiusa in casa, non hanno ancora mangiato, c'è paura ad uscire.

Ci hanno detto di aver sentito alla radio questo messaggio da brividi: gli jihadisti hanno annunciato che non hanno paura di niente. Che il mondo intero può inviare le sue truppe e che loro vinceranno comunque.

Si ritiene che i terroristi a Diabali siano del gruppo Aqmi, arrivati dalla frontiera della Mauritania, probabilmente in fuga da Nampala e Léré dove ci sono stati i bombardamenti francesi ieri.
Pare che saranno inviati degli elicotteri francesi a Diabali.

Situazione in MALI oggi 14 gennaio:
A Bamako decine di maliani sono in coda per donare il loro sangue a sostegno dei feriti dell'esercito.

I Ribelli Touareg (MNLA) si dicono pronti ad appoggiare la Francia contro i terroristi, nonostante siano ancora convinti per la secessione dell'Azawad (regione desertica) dal Mali.

I bombardamenti di ieri al Nord hanno messo in fuga gli jihadisti, ma non sono ancora vinti. Pare tentino di aprire altri fronti a piccoli gruppi (come a Diabali).
Secondo testimoni c'è stato oggi un nuovo raid aereo francese a Douentza.  
associazione nanalé-volo di rondine


ill titlelunedi 14gennaio: invasione a sorpresa a ovest

Il cuore è pesante. Stanotte dei terroristi jihadisti hanno intrapreso un'altra via, a ovest, sono entrati lungo la frontiera della Mauritania e hanno attaccato la cittadina di Diabaly, dove c'è una piccola base dell'esercito maliano.

A Diabaly c'è mia sorella Na Fitini, mio zio Sekou e altri parenti. Abbiamo aprlato ora al telefono con loro: sono chiusi in casa da stamattina perchè ci sono le sparatorie in corso, non possono uscire di casa e non andando al mercato non hanno cibo e non possono mangiare. Abbiamo sentito le raffiche di spari al telefono. Il cuore è davvero pesante.

situazione in Mali, associazione

Questa foto è stata scattata a Diabaly alcuni mesi fa, speriamo di rivedere ancora il sorriso.


ill titledomenica 13gennaio: situazione in MALI

- ore 12.15 la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (Cedeao) mobiliterà 3.500 militari da inviare in rinforzo ai 5000 uomini dell'esercito maliano: dal Benin 300 soldati, da Burkina Faso, Niger, Togo e Senegal 500 ciascuno, da Togo 600, Da Nigeria 900, dal Chad (che non fa parte della Cedeao) la disponibilità di uomini e flotta aerea. Defezione invece da parte di Costa d'Avorio, Mauritania e Liberia, Algeria.
Francia è presente con 500 militari, 8 aerei, più altri 3 aerei e apparecchi di trasporto e perlustrazione, elicotteri con missili, e cannoni nella regione di Konna.
La Germania esclude l’invio di truppe tedesche.
Gran Bretgana invia 1 aereo di trasporto militare. Si uniscono poi (15gen) Belgio e Canada (rispettivamente con 2 aerei+2 eliccotteri e 1 aereo di trasporto militare)

-ore 14.32 Aerei francesi bombardano basi islamiste al Nord del Mali:
a Konna (dove sono in corso i principali combattimenti armati tra islamisti e forze maliane)
a Léré (a 150 km a nord di Konna, vicino alla Mauritania)
nei pressi di Douentza (800 km a nord di Bamako et 170 km a nord-est di Konna)
a Nampala (nord-ouest, 100 km da Konna),

- 16.45: Aerei francesi bombardano Gao. Circa 12 bombardamenti a Gao e dintorni. Tutte le basi islamiste sono state distrutte. Testimoni locali dichiarano la fuga degli jihadisti verso Tessalit (Tessalit con il suo aeroporto internazionale resta una base importante per gli islamisti).
- 18.18: Bombardamenti francesi hanno interessato i pressi di Kidal, a Aghabo (a 50 km da Kidal) base del gruppo islamista Ansar Dine, con depositi di munizioni e carburanti.

- 18.46. L’Algeria concede il permesso al sorvolo sul suo territorio degli aerei francesi. Poi (14 gen) si accorda per chiudere frontiere.
- 19.28: Da Timboctu, dove i jihadisti hanno eseguito in questi ultimi mesi lapidazioni, violenze e amputazioni, giunge notizia da testimoni di partenza degli islamisti verso il deserto.

Dichiarazione odierna delle truppe francesi in MALI: "I gruppi terroristi islamici sono ben equipaggiati, ben armati, hanno recuperato en Libya un materiale moderno e sofisticato, molto più robusto ed efficace di quello che ci si immaginava. Ciò che ci ha molto scioccato è la modernità del loro equipaggiamento e la loro capacità di servirsene."


ill title 13.01.13 domenica: riassunto eventi
questo link un buon riassunto, del gironalista italiano Ennio Remondino, degli eventi che hanno portato la guerra in Mali. La guerra si è scatenata ora, ma la situazione è grave dal gennaio 2012 ed i problemi che hanno portato a questo risalgono ad anni indietro ed all'azione dell'Occidente in Lybia.


ill titlevenerdi 11gennaio: contrattacco per Konna

Grazie all’arrivo di aerei e militari francesi, l’esercito maliano ha oggi (venerdi) contrattaccato i terroristi per riconquistare Konna e, si spera, continuare la contoffensiva poi a Douentza (nei paesi Dogon) e risalire a riprendere le città del nord (Timboctu, Gao, Kidal) da molti mesi in mano ai gruppi di integralisti islamici invasori.

Ieri giovedi 10 sono atterrati a Sevaré (vicino Mopti) aerei militari francesi con soldati e materiali.
Eravamo al telefono con la famiglia a Segou quando ne è passato uno con un rombo forte, in quel momento tutti i bambini sono scoppiati a piangere e gridare e nascondersi. La paura è alta.

Nelle zone interessate dai combattimenti è stato dichiarato lo stato di emergenza, con restizioni di sicurezza per le popolazioni. Gli scontri sono stati violenti, molti terroristi morti, ma feriti gravi anche tra militari maliani e civili (non si conosce bilancio preciso).

A Sevaré e Konna la popolazione ha scoperto e consegnato alla polizia 10 terroristi con esplosivi. La popolazione sostiene e coopera con l’esercito maliano.
Coraggio Mali Ba, che il tuo popolo si salvi da bombe, terrorismo, caos e fame.

situazione in Mali, associazione in Mali


ill titlevenerdi 11gennaio: gente di Mopti in fuga

Pare che i militari ieri notte con attacchi aerei abbiano ripreso la cittadina di Konna caduta nelle mani dei terroristi, speriamo, ma non è confermato.
Intanto la gente di Mopti ha paura, sta fuggendo a sud, intere famiglie e molte non sanno dove andare.
A Segou sono già arrivati sfollati da nord.


ill titlegiovedi 10 gennaio: Konna occupata

Le paure per gli scontri armati di ieri sera ed oggi erano fondate, purtroppo.
Notizia di poche ore fa: I terroristi invasori hanno battuto l'esercito maliano (poco armato e con pochi militari) e hanno preso la cittadina di Konna, si avvicinano a Mopti. Molti civili coinvolti, ma non si conosce la vera situazione della cittadina, ora occupata dai terroristi.


ill titlemercoledi 9 gennaio: terroristi quasi a Mopti

Siamo preoccupati: lunedi 7 gennaio gli invasori che occupano il Nord del Mali sono scesi a sud, oggi sono arrivati fino a 30 km da Mopti. La popolazione scende a sud e c'è paura.
Gli invasori sono costituiti da vari gruppi di integralisti islamici che sono riusciti ad accordarsi tra loro, hanno molte armi e soldi.
Invece il governo provvisorio del Mali, con l'Unione dei Paesi dell'Africa Occidentale, con l'ONU, con l'Europa, non sono ancora riusciti ad organizzare un'intervento e nemmeno un esercito. E il tempo c'era: i primi attacchi risalgono ad UN ANNO FA.
Perchè?


ill titlelunedi 7 gennaio: presto! precauzioni
Corriamo a inviare le utlime donazioni ricevute per l'associazione con money gram, perchè abbiamo paura che le banche chiudano. Diciamo alla rete di donne dell'associazione che si occupa del progetto di emergenza alimentare di prelevare tutto e fare scorte alimentari (naturalmente di nascosto) per la distribuzione alle famiglie. Avvisiamo Kalifa, dell'atelier Golé, che è a Bamako per un affare dell'associazione di lasciar perdere e tornare subito a Segou.
 


ill titlesabato 5 gennaio: brutti presentimenti

Sono stati notati da testimoni degli spostamenti di colonne di mezzi dei terroristi islamici verso sud.


>>>> le PAGINE PRECEDENTI del blog SONO IN RIFACIMENTO, IN PARTE LE TROVI QUI: www.voloinmali.blogspot.com