Sentieri tra Bosco e Fiume

Il fiume non è rettilineo, non è fermo e continua a interagire con l’ambiente circostante, offrendo panorami e biodiversità da scprire.
A VIGEVANO. U
na escursione naturalistica guidata sul sentiero Boschi dei Ronchi, a pochi km dalla città, permette di raggiungere il fiume attraversando habitat diversi tra loro, tutti rappresentativi del Parco Ticino: il bosco, la zona di canneto, la radura, la lanca, la spiaggia, fino ad arrivare al ghiaione da cui si gode il panorama sul fiume dal riflesso azzurro.
Sulla riva del fiume si può scoprire la sua geomorfologia, osservare il passaggio di  uccelli acquatici o migratori.
I sassi
su cui sosteremo avranno altro da raccontare, partendo dal forte legame che da secoli c’è tra il Ticino e la sua gente che ne trae e traeva numerose risorse (energia, pesca, turismo, sport, “sassi bianchi”, oro).
Per una escursione più lunga si può sfruttare i collegamenti di questo sentiero con il sentiero del Ponte in Pietra, il sentiero Boschi del Giarretto e sentiero della Ghisolfa.
A PAVIA. La storica città di Pavia è stata costruita sul fiume e per questo qui è il tratto dove il Ticino è regimato e perde in parte le sue caratteristiche naturali. Ma basta spostarsi di poco dalla città per trovare scorci sul fiume dagli aspetti naturali e interessanti. Ad esempio il sentiero della frazione Sora (dopo San Lanfranco) permette una passeggiata ad anello nel bosco misto  e di giungere sul ghiaione in una panormamica ansa del Ticino dove ci si può avvicinare all'acqua e osservare aironi e cormorani in pesca.

Sentiero delle Farfalle

Il nome è suggestivo, ma non dovete immaginare un luogo in cui sono improgionate farfalle esotiche, il sentiero delle farfalle è molto meglio: è un'area tra marcite, bosco e radura, lungo 500 m di percorso nel Parco Ticino, dove le farfalle sono abbondanti naturalmente. Proprio l'ubicazione tra habitat differenti (tra aridi e umidi) ha favorito lo sviluppo e la presenza di moltissime specie di farfalle, tra cui alcune rare come la bellissima Zerynthia polyxena e la piccola arancione Lycaena dispar

 All'opera della natura è stato aggiunto un lavoro del Parco, concluso nel 2003, svolto dal mio precedente studio naturalistico Selva. Con la consulenza del Parco Taro, dell'entomologo Eugenio Balestrazzi e del guardiaparco Massimo Balocco, abbiamo incrementato la presenza di piante nutrimento dei bruchi e creato delle stazioni tematiche con cartellonistica sulle caratteristiche dei Lepidotteri e altri piccoli cartelli per il riconsocimento di circa una ventiana di specie. 
Durante la visita potete svolgere una caccia al tesoro colorata e vi assicuo che le specie che osserverete saranno numerose!

Come arrivare al Sentiero Farfalle -->

Il consiglio in più>Sentiero delle Fatine

sentiero delle farfalle Parco ticino

Storia e Leonardo da Vinci

Nella zona sud del Parco Ticino l'aspetto ambientale non può escludere l'impronta della storia delle sue due città: Pavia capoluogo antico e ricco di arte, Vigevano, città ducale. Ma grande interesse ha qui anche l'agricoltura con la coltivazione estensiva del riso e dell'antica tecnica delle canalizzazioni d'acqua.
Leonardo da Vinci fu ospitato per più di dieci anni a Vigevano alla corte di Ludovico Sforza, detto il Moro. All'inizio si è occupato di mansioni minori (musico, organizzatore di feste) e poi fece valere il suo genio proponendosi come inventore. Così Ludovico, che ne capì le qualità, gli affidò lo studio del sistema irriguo, già tanto complesso e sviluppato in Lomellina. Mi piace pensare a Leonardo mentre ha percorso le campagne lomelline riportando sul suo taccuino gli schemi e illustrando i manufatti idraulici (mulini, chiuse, ponti-canali, ecc.).
Mi affascina ancor di più ritrovare nel territorio di oggi molte delle cose disegnate da Leonardo da Vinci nei suoi codici! Ad esempio nei dintorni della frazione Sforzesca è ancora visibile la chiusa a tre incastri, la scala del fontanile, il mulino della scala, i ponti canali e altro ancora.

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Indice

Strutture e pic nic lungo i sentieri

Strutture:

All'interno del parco sono presenti i cartelli di incazione dei sentieri, alcune bacheche informative e sporadicamnete delle panche e tavoli per area pic nic (ad es. due presso il fiume nel sentiero dei Ronchi).

Pranzo:
E' possibile fare il pranzo al sacco alla storica frazione Sforzesca di Vigevano, situata a soli 2 km dalla città ducale, presso l'osteria "Cooperativa Portalupi" utilizzando, con un piccolo contributo, le ampie sale ed il cortile. Oppure usufruendo del menu a prezzo fisso.

Lo spostamento deve però essere effettuato con il pullman o automezzo essendo il La frazione Sforzesca situata a 3 km dai sentieri. 

Raggiungere il sentiero delle Farfalle
Da Pavia, prima di raggiungere Vigevano si incontra la frazione Belcreda di Gambolò, qui scendere verso valle in Località Molino d'Isella, continuare lungo la strada finchè diviene inghiaiata, all'altezza della Cascina Portalupi proseguire dritto nella strada sterrata, dopo circa 150 m la strada termina in un piccolo parcheggio dove comincia il sentiero.

Sentiero delle Fatine
il sentiero delle farfalle fa parte di un percorso molto più lungo detto Sentiero delle Fatine che ha scorci davvero suggestivi sia percorrendolo dal parcheggio in direzione opposta del S. Farfalle fino ad arrivare il canale Scavizzolo avvolto dal verde dei noccioli, sia in direzione opposta, continuando il S. Farfalle, attraversando il ponte in legno e addendrandosi nel bosco, da cui si può raggiungere il S. della Ghisolfa e da qui la strada asfaltata (nei pressi dell'agriturismo Baracca) oppure continuare nel bosco del Giarretto e ricongiungersi ai boschi dei Ronchi.

Il Parco in bicicletta

E' l'ideale! I percorsi sono facili e con la mountain bike si possono percorrere ampie distanze senza uscire dall'area naturale. 

Sia i sentieri larghi più comodi che i quelli più stretti e divertenti offrono lo spunto per l'osservazione della foresta di pianura, pedalando nel fitto del verde fino ad arrivare al fiume.

Muoversi in bicicletta offre la possibilità in una sola giornata di vedere i tanti  habitat diversi del Parco.
Le guide vi accompagneranno lungo i diversi sentieri tra Vigevano e Bereguardo soffermandosi a dare indicazioni sulla natura e le caratteristiche del territorio.
Dalla città di Vigevano è presente una pista ciclabile che porta alla frazione Sforzesca.




Turismo: Pavia
(Per visite guidate al centro storico di Vigevano ci appoggiamo a guide storiche dell'Associazione Culturale Spino Fiorito)

Ciità universitaria, d'arte e storia: Pavia ha innumerevoli monumenti e aspetti da visitare. Ma oltre a questo è una città a misura d'uomo, dove è piacevole passeggiare lungo il corso Cavour o strada Nuova fino al Ponte Coperto ed alle rive del Ticino. Da visitare: il Castello Visconteo, la piazza Vittoria, la sede dell'antica Università, l'Orto Botanico, e le numerose interessanti chiese (come quella di San Pietro in Ciel d'Oro, quella di San Michele) ed il Duomo.
Turismo: Vigevano
(Per visite guidate al centro storico di Vigevano ci appoggiamo a guide storiche dell'Associazione Culturale Spino Fiorito)

il Castello e la Piazza Ducale
Il centro storico di Vigevano riporta gli evidenti segni della dominazione della famiglia Sforza, in particolare del duca di Milano Ludovico Sforza detto il Moro. Egli infatti applicò numerose innovazioni nella città e nella campagna circostante, perseguendo i suoi progetti legati all'agricoltura, ma anche alla bellezza architettonica. Siamo nella seconda metà del 1400, periodo di grandi scoperte geografiche, di aumento del commercio e di sfarzi nelle famiglie nobili a base di spezie e altri vegetali provenienti dall'Oriente e dalle Americhe. Ludovico il Moro, prima ancora di arrivare al potere (come farà con metodi cruenti e non leali), si impegna a rinnovare e sviluppare l'economia del territorio lomellino. E' duca di Milano ma ama Vigevano e vi si trasferisce, facendo ampliare il Castello. Rinnova anche il centro della città adiacente alla reggia: fa distruggere le vecchie abitazioni per ricavarne una ampia ed elegante  piazza: la Piazza Ducale. Rinforza le mura costituite da una doppia fila di muri riempiti di terreno. All'esterno delle mura fa dificare nuovi mulini che sono azionati dall'acqua delle rogge, come il Mulino Vecchio (tuttoggi funzionante in via dei Mulini) o il Mulino di Mora Bassa (sede del museo) da cui si vede il Castello e si narra che lo stesso Ludovico vi si nascondesse con la sua amante (Cecilia Gallarani, la famosa dama con l'ermellino ritratta da Leonardo da Vinci).

Riso e La Sforzesca

Nelle campagne l'opera di Ludovico consiste nel dare maggiore importanza e rilievo all'agricoltura, fino ad allora considerata contesto di poveri contadini, invece egli vuole darne un'idea diversa: fa costruire sette cascine campione (un esempio è il Colombarone della frazione Sforzesca) che hanno la forma più simile a castelli (con quattro torri agli angoli che ospitavano le abitazioni e i quattro lati con fienili e stalle), ma che sono precursori della cascina tradizionale lomellina a corte chiusa. Commissiona a Leonardo da Vinci lo studio del sistema irriguo e sfrutta tale complesso sistema di acque (già sviluppato dai monaci nel Medioevo) per incentivare due nuove coltivazioni: quella di riso (oggi ancora la coltura principale della Lomellina) e quella di gelso per l'allevamento dei bachi da seta, entrambe novità asiatiche.
Amante della caccia e dei boschi, il duca di Milano mantiene intatti i boschi attorno a Vigevano, impedendo il taglio degli alberi e creando una sua riserva di caccia. Per questo fa anche edificare una sede di campagna, al di fuori della città, più vicina ai boschi, nei pressi del Colombarone sorge così la Villa Sforzesca
con il grande giardino attraversato dal Naviglio Sforzesco e dalla roggia che poteva anche essere rapida via di fuga fino al mulino della Scala.
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