Parco Locale di Interesse Sovracomunale

PARCO locale sovracomunale castello di Verde, Valverde
Il parco, gestito dal Comune di Valverde, nasce come parco locale di interesse comunale.
Nel 2003, insieme a Legambiente, abbiamo redatto l'opuscolo descrittivo dei parchi locali di interesse comunale della provincia.
Di seguito alcuni brani descrittivi tratti da questo testo.

Per una escursione naturalistica guidata: info @ volodirondine.com

Castello, resti antichissimi e panorama sulla Corte Verde

parco castello di valverde

Situato in zona panoramica i ruderi del Castello sono avvolti da boschi misti con una elevata biodiversità. L'area protetta è stata sede di antichi insediamenti, che risalgono all'epoca medievale come dimostrato dal castello, ma anche a epoche molto piu antiche, sono stati infatti ritrovati resti di tombe celtiche. 

Sentieri, Escursioni e Educazione Ambientale

Tutto l'anno il paesaggio è davvero suggestivo, un'incontro tra la media collina e le prime montagne, tra la Corte Verde, zona agricola dove è davvero il verde il colore che predomina e affioramenti rocciosi. Per scolaresche o gruppi è possibile organizzare escursioni naturalistiche guidate.


riserva naturale monte alpe sentieriIl nostro consiglio sui

SENTIERI del Parco di Valverde


PLIS Castello di Verde a Valverde

Indice



Descrizione

[Descrizione tratta dai testi che abbiamo realizzato per le pubblicazioni "Natura d'Oltrepo Pavese, itinerari tra i parchi sovracomunali" e "Tra Pianura e Collina, i parchi sovracomunali in provincia di Pavia"]

L'area boschiva di interesse naturalistico abbraccia lo sperone roccioso sul quale è arroccato il torrione medievale del Castello ed è caratterizzata nel versante nord da un ceduo di alta collina e in quello a sud da un arbusteto di specie pioniere. La collina si erge, con una quota di circa 750 m, tra la Val Tidone e la Valle Staffora, offrendo un punto d'osservazione tale per cui, nelle giornate limpide, l'occhio coglie non solo le cime più alte dell'Appennino Pavese fino alle città di Piacenza, Pavia, Milano, ma anche la cornice alpina. Recentemente una zona del Parco è stata adibita a "Sentiero delle Farfalle", cioè area in cui, grazie alla messa a dimora di piante nutrici dei bruchi e piante nettarine o aromatiche che attirano i Lepidotteri adulti che sono quindi particolarmente facili da osservare. 

La storia

Il rudere del Castello, risalente all'XI secolo, dapprima proprietà del vescovado di Bobbio, passò alle potenti famiglie dei Dal Verme e poi dei Malaspina. Oltre al torrione con il suo caratteristico basamento in pietra arenaria, si è conservato un locale quadrangolare dal soffitto a volta, probabilmene usato come deposito di viveri durante gli assedi. Nel prato antistante alla torre scavi archeologici hanno rinvenuto resti di un monumento tombale databile all'età del ferro e forse risalente alla civiltà celtica di Golasecca (5000 a.C.). Sullo stesso prato, vero terrazzo panoramico, si affaccia l'Oratorio, eretto nel 1608 dai Malaspina e dedicato alla Madonna della Neve; si tratta di un modello di architettura religiosa minore con la facciata in cocci di arenaria locale.

La geologia

Le rocce sedimentarie tipiche della geologia dell'Appennino Pavese affiorano in formazioni ben visibili. Lo stesso basamento del castello è costituito da strati di bianca e fine arenaria; i pinnacoli di Monfalcone, scolpiti dall'azione di dilavamento delle acque su arenaria, spuntano dal bosco e il profilo ondulato dei calanchi spezza con le sue tonalità di grigio il verde dei prati.

La fauna

L'abbandono del territorio montano che ha caratterizzato gli ultimi decenni ha favorito la riconquista di questo ambiente da prte della fauna selvatica. Poiane (Buteo buteo), gheppi (Falco tinnunculus) e sparvieri (Accipiter nisus) sorvolano abitualmente le macchie boscate, picchi (Picus viridis e Dendrocopus major) e ghiandaie volano ai margini dei boschi, cinciarelle e cinciallegre (Parus major), scriccioli (Troglodytes troglodytes), pettirossi (Erithacus rubecola) sono le specie che visitano anche le frazioni abitate di Valverde. molte sono, inoltre, le visibili tracce lasciate dal passaggio di piccoli mammiferi come il riccio (Erinaceus europaeus), lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), la faina (Martes faina) e la volpe (Vulpes vulpes).  

La flora

Il bosco disetaneo, a prevalenza di rovere sopra un ceduo rado di orniello, risulta essere molto eterogeneo e varia anche in spazi molto ridotti quale risultato di una gestione sporadica finalizzata al prelievo del legno. Laddove, invece, l'intervento dell'uomo è menno evidente, la composizione è conseguenza sopattutto delle condizioni orografiche. La frequente ibridazione tra le dominanti rovere e roverella rendono le due specie poco distinguibili. Abbondante è il carpino nero (Ostrya carpinifolia) a cui si aggiungono il ciliegio selvatico (Prunus avium) e l'acero campestre (Acer campestre). Comuni e diffusi sono gli arbusti come nocciolo (Corylus avellana), evonimo (Euonimus europaeus), corniolo (Cornus mas), biancospino (Crategus monogyna) e il maggiociondolo (Laburnum anagyroides); nei versanti più impervi il ginepro (Juniperus communis), la rosa canina (Rosa canina) e il prugnolo (Prunus spinosa).


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